Le origini

È accertato che laminati di ferro ricoperto di stagno erano impiegati per gli usi più vari fin dal Medioevo. Ma il primo a intuire che l’accoppiamento tra la robustezza dell’acciaio e la duttilità e purezza dello stagno poteva garantire un’ottima conservazione dei cibi, fu un francese, Nicolas Appert, che nel 1810 brevettò un metodo di sterilizzazione sotto vuoto che prese il suo nome.

L'’industria, o per meglio dire l’artigianato (giacché agli inizi i contenitori erano fabbricati e riempiti a mano), per la produzione delle scatole di conserva si sviluppò in Inghilterra.

I primi consumatori a sperimentare con successo la novità furono esploratori e navigatori i quali, al ritorno dai loro viaggi, poterono testimoniare non solo che le conserve in scatola avevano un ottimo gusto, ma soprattutto che avevano finalmente debellato la piaga dello scorbuto, la malattia che decimava gli equipaggi delle navi.

Da allora la scatola di banda stagnata si è andata diffondendo in tutti i Paesi del mondo, allargando le sue possibilità di impiego, grazie anche al graduale sviluppo tecnologico nei metodi di fabbricazione delle scatole.

Le tappe fondamentali di questo progresso tecnologico passano attraverso il perfezionamento di metodi di saldatura e aggraffatura automatiche, lo sviluppo della saldatura elettrica, I’impiego dell’alluminio, fino all’invenzione della scatola due pezzi e del coperchio con apertura a strappo, che hanno decretato il successo in tutto il mondo della birra e delle bevande in lattina.

Le innovazioni continuano, la più recente è il coperchio "pelabile" utilizzato per conserve vegetali e ittiche.

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